Guida pratica · Quello che fa perdere soldi

Esproprio: i 12 errori che fanno perdere soldi al proprietario

Nell'esproprio la maggior parte dei soldi si perde per una scadenza mancata, una firma data per fretta o una voce che nessuno ha chiesto. Sono errori evitabili, se li si conosce in tempo. Qui trova i 12 più frequenti, con la norma di riferimento e cosa fare invece.

In 30 secondi

Nell'esproprio gli errori più costosi sono quasi sempre gli stessi. Si lascia passare il termine di 30 giorni dalla notifica dell'indennità provvisoria o del decreto. Si accetta o si firma una cessione volontaria senza una stima indipendente. Ci si fida di un'offerta calcolata con il vecchio valore agricolo medio. E ci si dimentica di voci come la parte residua o l'indennità aggiuntiva di chi coltiva. Sotto trova i 12 errori da evitare, ciascuno con la norma e il rimedio.

Verifica gratuita

Teme di aver già sbagliato qualcosa?

Ci dica in che fase si trova e quali atti ha ricevuto. Le diciamo se è ancora in tempo e che cosa si può recuperare.

  • Leggiamo il suo caso e i documenti che ci manda
  • Risposta per email, senza impegno
  • Se non possiamo aiutarla, glielo diciamo

Preferisce scrivere? info@legaliaexpropiaciones.com

Prima dell'offerta

Gli errori all'inizio del procedimento

  1. Non presentare osservazioni. Prima che il progetto venga approvato, il proprietario riceve l'avviso di avvio del procedimento e ha 30 giorni, termine perentorio, per presentare osservazioni (art. 16). Trenta giorni ci sono anche per l'avviso sul vincolo (art. 11) e per l'elenco dei beni con le somme offerte (art. 20, comma 1). È il momento in cui si può discutere il tracciato, segnalare un pozzo o chiedere l'esproprio dei relitti. Lasciarlo passare è un'occasione persa. → Avviso di avvio e osservazioni, modello di osservazioni
  2. Fare migliorie dopo la comunicazione di avvio. Costruzioni, piantagioni e migliorie fatte dopo la comunicazione dell'avvio del procedimento si presumono fatte per ottenere un'indennità maggiore e non si pagano (art. 32, comma 2). Un nuovo vigneto o un impianto di irrigazione installato in quel momento rischia di essere denaro perso. Può però asportare a sue spese i materiali rimovibili (comma 3).
  3. Credere che l'indennità sia calcolata sul valore agricolo medio. Per i terreni agricoli la Corte costituzionale ha escluso il valore agricolo medio come base dell'indennità (sentenza 181/2011): conta il valore di mercato reale. Il VAM resta solo per l'indennità aggiuntiva di chi coltiva. Un'offerta costruita sulle tabelle provinciali è quasi sempre bassa. → Terreni agricoli
Davanti all'offerta

Gli errori davanti all'indennità provvisoria

  1. Lasciar scadere i 30 giorni. Dalla notifica dell'indennità provvisoria ha 30 giorni per decidere se accettarla (art. 20, comma 5). Con l'occupazione d'urgenza i 30 giorni partono dall'immissione in possesso (art. 22-bis). Arrivare all'ultimo giorno significa decidere senza una stima. → Indennità provvisoria
  2. Confondere il silenzio con l'assenso. Se non risponde, l'indennità «si intende non concordata» (art. 20, comma 14). Non ha accettato, ma ha perso le maggiorazioni previste per chi si accorda e la somma viene depositata. Lasciar correre il termine significa decidere per inerzia.
  3. Accettare per paura di perdere il 10%. Per le aree edificabili chi accetta ha un aumento del 10% (art. 37, comma 2). Ma lo stesso 10% spetta anche a chi non accetta, se l'offerta, attualizzata, risulta inferiore agli otto decimi dell'indennità definitiva. E l'accettazione è irrevocabile: dopo non potrà chiedere di più. → Aree edificabili
  4. Firmare la cessione volontaria senza una stima. L'accordo di cessione produce gli effetti del decreto di esproprio (art. 45, comma 3) e fissa il prezzo per contratto. Dopo la firma, ridiscutere la cifra è in pratica molto difficile. Prima di firmare, si faccia dire da qualcuno che non lavora per l'ente quanto vale davvero il bene. → Cessione volontaria
Voci dimenticate

Le voci che restano fuori dalla stima

  1. Ignorare la parte che resta. Se l'esproprio è parziale, l'indennità deve tenere conto anche della perdita di valore del resto (art. 33): un accesso perso, una forma irregolare, un fondo tagliato in due. Spesso è la voce più importante e quasi mai viene offerta spontaneamente. → Esproprio parziale
  2. Dimenticare l'indennità aggiuntiva. Il proprietario coltivatore diretto o IAP ha diritto a un'indennità aggiuntiva pari al valore agricolo medio della coltura praticata (art. 40, comma 4). La stessa spetta al fittavolo, al mezzadro o al compartecipante che coltiva l'area da almeno un anno prima della dichiarazione di pubblica utilità (art. 42), su sua domanda. Se nessuno la chiede, nessuno la paga. → Coltivatori diretti, IAP e affittuari
  3. Non documentare lo stato dei luoghi all'immissione. Il verbale di immissione in possesso e lo stato di consistenza descrivono quello che c'è sul terreno. Si redigono in contraddittorio con lei o, se è assente, con almeno due testimoni (art. 24, comma 3). Quello che non risulta dal verbale è difficile da farsi pagare dopo. Fotografi colture, alberi, pozzi, recinzioni e impianti, con data e posizione. → Occupazione d'urgenza
Dopo il decreto

Gli errori nella fase finale

  1. Non ritirare il deposito. Se non ha accettato, la somma offerta viene depositata. Se non ci sono diritti di terzi sul bene, può ritirarla «in ogni momento», continuando a chiedere in giudizio la differenza (art. 26). Lasciarla ferma per anni, per timore di rinunciare ai propri diritti, non serve. Se il bene è ipotecato, serve l'autorizzazione del creditore.
  2. Contestare quando non conviene, o non contestare quando conviene. Il collegio tecnico costa: se la stima scende sotto l'offerta, le spese dei tecnici le paga lei (art. 21, comma 6). L'opposizione in Corte d'appello richiede un avvocato abilitato in Italia, una perizia e tempo. Se l'offerta è già vicina al valore di mercato, contestarla può costare più di quanto rende. Se invece è lontana, il termine per l'opposizione è di 30 giorni dalla notifica del decreto o della stima successiva, a pena di inammissibilità (art. 29 del D.Lgs. 150/2011). → Collegio tecnico, opposizione alla stima
Esempio

Quanto costano tre errori insieme: un esempio

Esempio ipotetico. Un coltivatore diretto è proprietario di un fondo irriguo di 3 ettari (30.000 m²). L'ente ne espropria 1 ettaro (10.000 m²) e offre 25.000 €, calcolati con il valore agricolo medio della tabella provinciale, 2,50 €/m². Il proprietario accetta senza farsi fare una stima. Ecco cosa ha lasciato sul tavolo:

  • Valore di mercato. Le vendite recenti di terreni irrigui simili nella zona sono intorno a 4 €/m²: 10.000 m² × 4 €/m² = 40.000 €, cioè 15.000 € in più dell'offerta.
  • Parte residua. I 2 ettari che restano perdono l'accesso diretto all'acqua e scendono da 4 a 3,50 €/m²: 20.000 m² × 0,50 €/m² = 10.000 €.
  • Indennità aggiuntiva. Come coltivatore diretto gli spettava anche il valore agricolo medio della coltura sull'area espropriata: 10.000 m² × 2,50 €/m² = 25.000 €.

Totale che poteva chiedere: 40.000 € + 10.000 € + 25.000 € = 75.000 €, contro i 25.000 € accettati. La differenza è di 50.000 €. I valori vanno dimostrati con una perizia e l'ente può contestarli. Ma con l'accettazione, che è irrevocabile, il proprietario non può più discutere il valore del terreno. Per l'indennità aggiuntiva conviene verificare subito se e come si può ancora chiedere.

Riepilogo

I 12 errori in sintesi

Per ogni errore la norma di riferimento e cosa fare invece. I termini decorrono dalle notifiche: verifichi sempre le date negli atti ricevuti.

ErroreNormaCosa fare invece
Non presentare osservazioniArtt. 11, 16 e 20, c. 1Scrivere entro 30 giorni, con prove e documenti
Migliorie dopo la comunicazione di avvioArt. 32, c. 2Rinviare gli investimenti sul terreno interessato
Credere al valore agricolo medioCorte cost. 181/2011Pretendere il valore di mercato, con comparabili
Lasciar scadere i 30 giorniArt. 20, c. 5; art. 22-bisFar verificare l'offerta subito dopo la notifica
Confondere silenzio e assensoArt. 20, c. 14Decidere per iscritto, non per inerzia
Accettare per paura di perdere il 10%Art. 37, c. 2Confrontare l'offerta con gli otto decimi del valore
Firmare la cessione senza stimaArt. 45, c. 3Chiedere una stima indipendente prima della firma
Ignorare la parte residuaArt. 33Chiedere il deprezzamento del resto del bene
Dimenticare l'indennità aggiuntivaArtt. 40, c. 4, e 42Presentare la domanda e la prova della coltivazione
Non documentare lo stato dei luoghiArt. 24, c. 3; art. 49Partecipare al verbale, fotografare, farsi dare copia
Non ritirare il depositoArt. 26Ritirare la somma e continuare a chiedere la differenza
Contestare quando non convieneArt. 21, c. 6; art. 29 D.Lgs. 150/2011Fare il conto di costi e rischi prima di decidere
Domande frequenti

Dubbi sugli errori più comuni

Qual è l'errore più grave in un esproprio?

Lasciar scadere i termini senza una decisione ragionata: i 30 giorni per accettare l'indennità provvisoria (art. 20) e, soprattutto, i 30 giorni per l'opposizione alla stima, che sono a pena di inammissibilità (art. 29 D.Lgs. 150/2011).

Cosa non fare quando arriva la notifica di esproprio?

Non firmare moduli di accettazione o accordi di cessione il giorno stesso, non lasciar passare i 30 giorni, non fare nuove migliorie sul terreno e non dare per scontato che l'offerta sia corretta. Prima la faccia verificare.

Se non rispondo all'indennità provvisoria la accetto?

No. Il silenzio vale come non accettazione (art. 20, comma 14): la somma viene depositata senza le maggiorazioni previste per l'accordo. Potrà ancora contestare la cifra, ma ha perso tempo e il beneficio dell'accordo.

Le migliorie fatte sul terreno vengono pagate?

Non quelle fatte dopo la comunicazione dell'avvio del procedimento: si presumono fatte per ottenere un'indennità maggiore (art. 32, comma 2). Può asportare a sue spese i materiali rimovibili.

Posso ritirare la somma depositata senza rinunciare a contestarla?

Sì, se non ci sono diritti di terzi sul bene: può ritirarla in qualsiasi momento continuando a chiedere in giudizio l'indennità che le spetta (art. 26). Se il bene è ipotecato serve l'autorizzazione del creditore.

Fonti

Base normativa e fonti

Informazione generale basata sulle norme e sulle fonti ufficiali citate. Non sostituisce l'esame del suo caso: termini e diritti dipendono dagli atti che ha ricevuto. Legalia è un gruppo spagnolo specializzato in espropri e non è uno studio legale italiano.

Correlati

Continui a leggere

Verifica gratuita

Le hanno offerto una cifra che non la convince? Ce lo scriva.

Ci racconti il suo caso e le rispondiamo per email. Come minimo saprà in che fase si trova la procedura e quale termine sta correndo.

  • Il suo caso lo legge una persona del nostro gruppo
  • Senza costi e senza impegno
  • Risposta per email entro 24 ore lavorative
  • Se non possiamo aiutarla, glielo diciamo

Preferisce scrivere? info@legaliaexpropiaciones.com

Inviare il modulo non la impegna a nulla. Ogni caso viene esaminato a parte e non promettiamo risultati.