Gli enti che espropriano in Sicilia
L'esproprio lo dispone l'ente che realizza l'opera (art. 6 del D.P.R. 327/2001), anche tramite un concessionario o un contraente generale a cui ha delegato i poteri. In Sicilia i casi più frequenti sono:
- Stato e grandi gestori: RFI per le ferrovie, ANAS per le strade statali, le concessionarie per le autostrade.
- Reti energetiche: Terna e i distributori per gli elettrodotti, Snam e le altre società per i metanodotti. Spesso non espropriano ma impongono una servitù.
- Regione e Province: strade regionali e provinciali, difesa del suolo, opere idrauliche.
- Comuni: strade, parcheggi, scuole, impianti sportivi e opere previste dal piano regolatore.
- Consorzi di bonifica e gestori del servizio idrico: canali, casse di espansione, acquedotti e fognature.
Legge applicabile. Lo Statuto dà alla Regione competenza esclusiva sugli espropri; il D.P.R. 327/2001 si applica in Sicilia per effetto dell'art. 36 della L.R. 2 agosto 2002, n. 7.
Opere in corsoOpere in Sicilia che possono comportare espropri o servitù
Questo elenco non è completo: riporta solo opere in Sicilia verificate su fonti ufficiali o di stampa, aggiornate al 12 ottobre 2026. Le opere con nuova sede (nuovi binari, varianti, nuove strade, stazioni elettriche) di norma richiedono espropri, servitù o occupazioni temporanee; lo indichiamo espressamente solo quando la fonte ne parla.
- Nuovo collegamento ferroviario Palermo–Catania. 227 km in più lotti, con attivazioni scaglionate dal 2025 al 2033. Comuni: Termini Imerese, Lercara Friddi, Caltanissetta, Enna, Catenanuova, Catania. Fonte
- Raddoppio Messina–Catania (Giampilieri–Fiumefreddo). Circa 42 km di raddoppio in variante, attivazione prevista nel 2030. Comuni: Messina, Scaletta Zanclea, Nizza di Sicilia, Letojanni, Taormina, Giardini Naxos, Fiumefreddo di Sicilia. Fonte
- Raddoppio Palermo–Messina, Ogliastrillo–Castelbuono. Lotto di circa 13 km con la galleria Cefalù. Comuni: Cefalù, Castelbuono, Lascari. Fonte
- Ponte sullo Stretto, lato Sicilia. Avviso di avvio della procedura espropriativa pubblicato ad aprile 2024. La delibera CIPESS del 6 agosto 2025 non ha avuto il visto della Corte dei conti (ottobre 2025); il nuovo iter è in corso. Comuni: Messina (Ganzirri, Torre Faro). Espropri citati dalla fonte Fonte
La sua opera non è in elenco? Non significa che non ci siano espropri: ogni anno Comuni, Province, consorzi e gestori di reti avviano procedure più piccole che non finiscono sui giornali. Come scoprire se il suo terreno è coinvolto.
Giudice competenteDove si contesta l'indennità in Sicilia
Quattro distretti (Palermo, Catania, Messina e Caltanissetta). La Corte competente dipende dal comune in cui si trova il terreno, non solo dalla provincia: Gela, ad esempio, rientra nel distretto di Caltanissetta e Caltagirone in quello di Catania.
L'opposizione alla stima si presenta con ricorso alla Corte d'appello nel cui distretto si trova il bene, entro 30 giorni dalla notifica del decreto di esproprio o della stima successiva (60 giorni se chi ricorre vive all'estero), come prevede l'art. 29 del D.Lgs. 150/2011. Prima di arrivarci può chiedere la stima di un collegio di tre tecnici. Opposizione alla stima: come funziona.
Cosa controllareChe cosa guardiamo nella stima
Piana di Catania agrumicola, entroterra cerealicolo, serre del Ragusano e coste con forte pressione edilizia. Per questo, oltre al prezzo al metro quadro, controlliamo sempre:
- che l'indennità segua il valore di mercato e non tabelle superate, come il valore agricolo medio usato per il terreno (la Corte costituzionale lo ha escluso con la sentenza 181/2011);
- che siano pagati fabbricati, recinzioni, pozzi, impianti e colture presenti sul fondo;
- che sia indennizzata la perdita di valore della parte che le resta, se l'esproprio è parziale;
- che chi coltiva il fondo riceva l'indennità aggiuntiva, se ne ha diritto;
- le date di notifica e di immissione in possesso, da cui partono i termini.
I termini sono gli stessi in tutta Italia
30 giorni dalla notifica per accettare l'indennità provvisoria (art. 20), 20 giorni dall'invito per chiedere il collegio tecnico (art. 21), 30 giorni dalla notifica del decreto o della stima per l'opposizione in Corte d'appello. Il procedimento passo per passo.
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