Gli enti che espropriano in Sardegna
L'esproprio lo dispone l'ente che realizza l'opera (art. 6 del D.P.R. 327/2001), anche tramite un concessionario o un contraente generale a cui ha delegato i poteri. In Sardegna i casi più frequenti sono:
- Stato e grandi gestori: RFI per le ferrovie, ANAS per le strade statali, le concessionarie per le autostrade.
- Reti energetiche: Terna e i distributori per gli elettrodotti, Snam e le altre società per i metanodotti. Spesso non espropriano ma impongono una servitù.
- Regione e Province: strade regionali e provinciali, difesa del suolo, opere idrauliche.
- Comuni: strade, parcheggi, scuole, impianti sportivi e opere previste dal piano regolatore.
- Consorzi di bonifica e gestori del servizio idrico: canali, casse di espansione, acquedotti e fognature.
Legge applicabile. Lo Statuto speciale dà alla Regione competenza sugli espropri che non riguardano opere a carico dello Stato. Per le opere statali si applica il D.P.R. 327/2001.
Opere in corsoOpere in Sardegna che possono comportare espropri o servitù
Questo elenco non è completo: riporta solo opere in Sardegna verificate su fonti ufficiali o di stampa, aggiornate al 12 ottobre 2026. Le opere con nuova sede (nuovi binari, varianti, nuove strade, stazioni elettriche) di norma richiedono espropri, servitù o occupazioni temporanee; lo indichiamo espressamente solo quando la fonte ne parla.
- Tyrrhenian Link (Terna), tratta ovest. Approdo del cavo a Terra Mala e percorso interrato fino alla nuova stazione di Selargius. Comuni: Cagliari, Selargius. Fonte
- SS 729 Sassari–Olbia (ANAS). Dal 2025 circa 80 km percorribili a quattro corsie. Comuni: Ardara, Ozieri, Oschiri, Berchidda, Monti, Olbia. Fonte
- Raddoppio Decimomannu–Villamassargia. Circa 30 km di secondo binario in quattro lotti. Comuni: Decimomannu, Villaspeciosa, Siliqua, Musei, Villamassargia. Fonte
- Variante di Bauladu (Oristano–Chilivani). Variante di 7 km, di cui 4 in galleria. Comuni: Bauladu. Fonte
La sua opera non è in elenco? Non significa che non ci siano espropri: ogni anno Comuni, Province, consorzi e gestori di reti avviano procedure più piccole che non finiscono sui giornali. Come scoprire se il suo terreno è coinvolto.
Giudice competenteDove si contesta l'indennità in Sardegna
Corte d'appello di Cagliari, con sezione distaccata di Sassari (circondari di Sassari, Nuoro e Tempio Pausania).
L'opposizione alla stima si presenta con ricorso alla Corte d'appello nel cui distretto si trova il bene, entro 30 giorni dalla notifica del decreto di esproprio o della stima successiva (60 giorni se chi ricorre vive all'estero), come prevede l'art. 29 del D.Lgs. 150/2011. Prima di arrivarci può chiedere la stima di un collegio di tre tecnici. Opposizione alla stima: come funziona.
Cosa controllareChe cosa guardiamo nella stima
Campidano agricolo, pastorizia estensiva nell'interno e forte pressione turistica sulle coste. Per questo, oltre al prezzo al metro quadro, controlliamo sempre:
- che l'indennità segua il valore di mercato e non tabelle superate, come il valore agricolo medio usato per il terreno (la Corte costituzionale lo ha escluso con la sentenza 181/2011);
- che siano pagati fabbricati, recinzioni, pozzi, impianti e colture presenti sul fondo;
- che sia indennizzata la perdita di valore della parte che le resta, se l'esproprio è parziale;
- che chi coltiva il fondo riceva l'indennità aggiuntiva, se ne ha diritto;
- le date di notifica e di immissione in possesso, da cui partono i termini.
I termini sono gli stessi in tutta Italia
30 giorni dalla notifica per accettare l'indennità provvisoria (art. 20), 20 giorni dall'invito per chiedere il collegio tecnico (art. 21), 30 giorni dalla notifica del decreto o della stima per l'opposizione in Corte d'appello. Il procedimento passo per passo.
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