Che cos'è l'opposizione alla stima
Nel procedimento di esproprio la cifra la stabilisce l'amministrazione: prima con l'indennità provvisoria, poi con la stima del collegio tecnico o della commissione provinciale espropri. Se lei non è d'accordo, l'ultima parola spetta al giudice ordinario. Per contestare l'importo dell'indennità si va davanti alla Corte d'appello, non al TAR. Il TAR serve invece per contestare la legittimità del vincolo, della dichiarazione di pubblica utilità o del decreto (art. 53).
L'art. 54 del D.P.R. 327/2001 consente all'espropriato, al promotore o a un terzo di contestare la nomina dei periti, la determinazione dell'indennità, la stima e la liquidazione delle spese, e di chiedere al giudice di determinare l'indennità. Il modo in cui si fa causa, però, non è più scritto lì: i commi 2, 3 e 4 dell'art. 54 sono stati abrogati e oggi rinviano all'art. 29 del D.Lgs. 150/2011.
Molti siti parlano ancora di «atto di citazione» o di «rito sommario». È un testo superato: oggi si procede con ricorso e con il rito semplificato di cognizione. Per i procedimenti iniziati dopo il 28 febbraio 2023 si applica il testo dell'art. 29 aggiornato dalla riforma del processo civile.
Il termineOpposizione alla stima: il termine di 30 giorni
Il termine decisivo è quello dell'art. 29 del D.Lgs. 150/2011. L'opposizione va proposta, «a pena di inammissibilità», entro 30 giorni:
- dalla notifica del decreto di esproprio, oppure
- dalla notifica della stima peritale, se questa arriva dopo il decreto.
Se chi fa ricorso risiede all'estero, il termine è di 60 giorni. La decadenza è rilevabile d'ufficio: se il ricorso arriva tardi, la Corte lo dichiara inammissibile anche se l'ente non lo eccepisce, e la stima resta quella. Scaduto il termine, dice l'art. 54, comma 5, l'indennità è fissata definitivamente nella somma risultante dalla perizia.
Attenzione a un equivoco frequente. L'art. 54, comma 1, parla di 30 giorni «decorsi» dalla comunicazione del deposito della stima (art. 27). Quel termine è dilatorio: indica da quando si può agire, non entro quando. Il termine perentorio, quello che non si può perdere, è quello dell'art. 29.
Il consiglio prudente è contare i 30 giorni dalla notifica del decreto di esproprio, senza aspettare altro. Sulla sospensione feriale dei termini non diamo indicazioni generali: se i 30 giorni cadono in agosto, verifichi con il professionista che la segue come calcolarli.
Prima del decretoSi può andare dal giudice anche con la sola indennità provvisoria?
Sì. La Cassazione distingue due azioni:
- l'opposizione alla stima in senso stretto, contro una stima definitiva contenuta nel decreto o in una perizia successiva, soggetta ai 30 giorni;
- l'azione per la determinazione giudiziale dell'indennità, che si può proporre anche quando una stima definitiva non c'è ancora.
Con l'ordinanza 3074/2018 la Cassazione ha chiarito che il termine di 30 giorni presuppone una stima definitiva e non opera per la seconda azione. Con la sentenza 5518/2017 ha detto che, se il decreto è emesso con l'indennità provvisoria urgente dell'art. 22, il proprietario può rivolgersi subito alla Corte d'appello «senza attendere» la stima definitiva, oppure chiedere la stima dei tecnici.
In pratica non è obbligatorio aspettare la stima definitiva per andare dal giudice. Quando però una stima definitiva le viene notificata, o il decreto la contiene, scattano i 30 giorni perentori.
Chi e doveCorte d'appello competente, ricorso e notifiche
È competente la Corte d'appello nel cui distretto si trova il bene espropriato, non quella della sua residenza. Il distretto non coincide sempre con la regione o con il capoluogo più vicino: lo verifichi sull'elenco degli uffici giudiziari del Ministero della Giustizia.
Il ricorso va notificato all'autorità espropriante, al promotore dell'esproprio e, se del caso, al beneficiario e al concessionario incaricato del pagamento. Ci vogliono una perizia di parte solida, gli atti del procedimento e le prove del valore: comparabili di mercato, certificato di destinazione urbanistica, foto, contratti.
Il ricorso va presentato da un avvocato abilitato in Italia. Noi non presentiamo ricorsi e non offriamo un fac simile: è un atto che deve preparare il professionista, sul suo caso. Quello che facciamo è esaminare la stima e dirle se, secondo noi, c'è margine per contestarla, prima che scada il termine.
Cosa si ottieneCosa si può ottenere se la Corte aumenta l'indennità
Se la Corte d'appello riconosce un'indennità più alta, lei ottiene:
- la differenza tra la somma depositata e quella fissata dal giudice;
- gli interessi legali sulla differenza, dalla data dell'esproprio al deposito. Per la Cassazione l'indennità è un debito di valuta e gli interessi hanno natura compensativa (ord. 3274/2021). Non c'è una rivalutazione automatica per l'inflazione;
- per le aree edificabili, l'aumento del 10% anche senza accordo, se l'indennità provvisoria offerta, attualizzata, era inferiore agli otto decimi di quella definitiva (art. 37, comma 2).
Esempio ipotetico. Per un'area edificabile l'ente aveva offerto 60.000 € e la stima definitiva era di 64.000 €. In Corte d'appello la perizia porta il valore venale a 90.000 €. Otto decimi di 90.000 € sono 72.000 €: l'offerta, anche attualizzata, era più bassa, quindi spetta il 10%. L'indennità diventa 99.000 €. La differenza rispetto alla stima depositata è di 35.000 €, più gli interessi legali. Da questa cifra vanno tolti i costi di perizia e di causa e va messo in conto il rischio.
Le somme già depositate restano sue: se non ci sono diritti di terzi, può ritirarle mentre la causa va avanti (art. 26). Aree edificabili e aumento del 10%.
Collegio o Corte?Collegio tecnico o Corte d'appello: come orientarsi
Uno schema semplice, da adattare al suo caso:
- Ha ricevuto solo l'indennità provvisoria? Ha 30 giorni per accettarla o no. Se la cifra è bassa, non accetti e valuti il collegio tecnico. → Indennità provvisoria
- Le è arrivato l'invito per il collegio? Ha 20 giorni. Se la differenza è sostanziale e ha prove di valore, il collegio di solito conviene. Se la questione è di diritto, ad esempio se l'area sia edificabile, il collegio aiuta meno. → Collegio tecnico
- Le hanno notificato il decreto di esproprio o la stima definitiva? Da quel giorno corrono 30 giorni perentori per l'opposizione in Corte d'appello.
- La stima definitiva è vicina al valore di mercato? Probabilmente la causa non conviene: costi e tempi possono superare il guadagno.
- La stima è lontana dal mercato o dimentica voci importanti? Faccia preparare una perizia e si rivolga per tempo a un avvocato abilitato in Italia.