Guida pratica · I 30 giorni per decidere

Indennità provvisoria: ha 30 giorni per decidere se accettarla

L'indennità provvisoria è la prima cifra che l'ente le offre per il bene da espropriare. Dalla notifica ha 30 giorni per dire se la accetta. Se non risponde, si considera rifiutata e perde gli aumenti previsti per chi si accorda. Qui le spieghiamo le tre strade possibili e come scegliere.

In 30 secondi

Se le è arrivata la notifica dell'indennità provvisoria, segni subito la data: da quel giorno ha 30 giorni per comunicare se la accetta (art. 20 del D.P.R. 327/2001). Accettare le dà un acconto dell'80% e, per le aree edificabili, un aumento del 10%, ma chiude la partita sulla cifra. Non rispondere equivale a rifiutare. Prima di decidere, controlli che l'offerta segua il valore di mercato e comprenda tutto quello che c'è sul terreno.

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Che cos'è

Che cos'è l'indennità provvisoria

Nel procedimento di esproprio l'ente non compra il bene come farebbe un privato: fissa una somma e gliela comunica. La legge la chiama indennità provvisoria perché non è ancora quella definitiva. Il percorso, previsto dall'art. 20 del D.P.R. 327/2001, è questo:

  1. quando la dichiarazione di pubblica utilità diventa efficace, entro 30 giorni il promotore compila l'elenco dei beni e dei proprietari con le somme che offre e glielo notifica;
  2. lei ha 30 giorni per presentare osservazioni scritte e documenti (ad esempio foto, contratti, perizie, prezzi di vendite vicine);
  3. valutate le osservazioni, l'autorità espropriante determina l'indennità provvisoria e gliela notifica come un atto giudiziario;
  4. da quella notifica ha 30 giorni per dire se la condivide.

Se l'opera è urgente, l'indennità provvisoria può arrivare insieme al decreto che dispone l'occupazione anticipata del terreno (art. 22-bis). In quel caso i 30 giorni per reagire partono dall'immissione in possesso. Occupazione d'urgenza: cosa cambia.

Strada 1

Se accetta: acconto dell'80% e niente più contestazioni

Se comunica per iscritto che accetta, la sua dichiarazione è irrevocabile (art. 20, comma 5). In cambio:

  • riceve subito un acconto dell'80%, presentando un'autocertificazione di piena e libera proprietà, e gli interessi legali dalla data dell'immissione in possesso (comma 6);
  • deve depositare la documentazione della proprietà entro 60 giorni; il saldo va pagato nei 60 giorni successivi, poi scattano gli interessi (comma 8);
  • per le aree edificabili ha diritto all'aumento del 10% previsto per l'accordo (art. 37, comma 2, e art. 45).

Il prezzo di questa strada è che la cifra diventa definitiva: non potrà chiedere al giudice una somma più alta. Per questo conviene accettare solo quando l'offerta è vicina al valore di mercato e non dimentica nulla.

Strada 2

Se non risponde: la somma viene depositata senza aumenti

Il silenzio non è un assenso. Se lascia passare i 30 giorni, l'indennità «si intende non concordata» (art. 20, comma 14). L'ente deposita la somma, senza le maggiorazioni dell'art. 45, presso il servizio depositi dello Stato (oggi gestito dalle Ragionerie territoriali del MEF, l'ex Cassa depositi e prestiti) e può emettere il decreto di esproprio.

Non rispondere non le fa perdere il diritto di contestare: la cifra si potrà discutere con la stima dei tecnici o davanti alla Corte d'appello. Ma perde l'aumento che spetta a chi si accorda e il tempo per preparare una contestazione ben fatta.

Strada 3

Se non è d'accordo: osservazioni, collegio tecnico e Corte d'appello

Se la cifra è bassa, la strada è non accettare e far valere le sue ragioni:

  • Collegio tecnico. Invece di accettare, può designare un tecnico di fiducia (art. 20, comma 7). Quando l'ente la invita, ha 20 giorni per dire che vuole la stima di un collegio di tre tecnici: uno dell'ente, uno suo e uno nominato dal presidente del tribunale (art. 21). Come funziona il collegio tecnico.
  • Commissione provinciale. Se non chiede il collegio, l'indennità definitiva la determina la commissione provinciale prevista dall'art. 41.
  • Corte d'appello. Contro la stima definitiva si propone l'opposizione alla stima, entro 30 giorni dalla notifica del decreto di esproprio o della stima successiva (art. 29 del D.Lgs. 150/2011). La Cassazione ha chiarito che si può chiedere al giudice di fissare l'indennità anche quando c'è solo quella provvisoria (Cass. 5518/2017 e 3074/2018). Opposizione alla stima.

Le somme già depositate restano sue: se non ci sono diritti di terzi, può ritirarle in qualsiasi momento continuando a chiedere in giudizio la differenza (art. 26).

Come decidere

Accettare o no? Le cinque verifiche da fare prima

In 30 giorni si può fare molto, se si comincia subito. Prima di rispondere controlli:

  1. Il criterio. Per le aree edificabili l'indennità è il valore venale (art. 37). Per i terreni agricoli la Corte costituzionale ha escluso il vecchio valore agricolo medio (sentenza 181/2011): conta il valore di mercato reale. Un'offerta calcolata con le tabelle provinciali è quasi sempre bassa. Terreni agricoli.
  2. Che cosa paga. Fabbricati legittimi, pozzi, recinzioni, impianti di irrigazione, alberi da frutto e colture in atto devono comparire nella stima.
  3. La parte che le resta. Se l'esproprio è parziale, l'indennità deve tenere conto del deprezzamento del resto (art. 33). Esproprio parziale.
  4. Chi coltiva. Il coltivatore diretto o IAP proprietario, e l'affittuario che coltiva da almeno un anno, hanno diritto a un'indennità aggiuntiva (artt. 40 e 42). Indennità aggiuntiva.
  5. Le date. Annoti la data di notifica e quella dell'eventuale immissione in possesso: da lì partono tutti i termini.

Se l'offerta, attualizzata, risulta inferiore agli otto decimi dell'indennità definitiva, per le aree edificabili l'aumento del 10% spetta anche a chi non ha accettato (art. 37, comma 2). È uno dei motivi per cui non conviene accettare una cifra chiaramente bassa solo per non perdere il 10%.

Esempio

Un esempio con i numeri

Esempio ipotetico. Un'area edificabile di 1.000 m² viene espropriata per una strada. L'indennità provvisoria offerta è di 60.000 € (60 €/m²). Le vendite recenti di aree simili nello stesso quartiere sono intorno a 95 €/m².

  • Se accetta: 60.000 € + 10% = 66.000 €, con acconto dell'80% subito. La cifra non si discute più.
  • Se non accetta e la stima definitiva arriva a 95.000 €: l'offerta (60.000 €) è inferiore agli otto decimi di 95.000 € (76.000 €), quindi spetta comunque l'aumento del 10%: 104.500 €, oltre agli interessi.

La differenza, in questo esempio, è di 38.500 €. Ma serve una stima solida del valore di mercato, e i costi di perizia e dell'eventuale causa vanno messi in conto. È esattamente quello che valutiamo con lei prima che scadano i 30 giorni.

Scadenze

I termini dell'indennità provvisoria

Termini previsti dal D.P.R. 327/2001 e dal D.Lgs. 150/2011. Verifichi sempre le date indicate negli atti che ha ricevuto.

MomentoTermineNorma
Osservazioni sull'elenco dei beni e sulle somme offerte30 giorni dalla notifica dell'elencoArt. 20, comma 1
Accettazione dell'indennità provvisoria30 giorni dalla notificaArt. 20, comma 5
Documenti di proprietà dopo l'accettazione60 giorniArt. 20, comma 8
Pagamento del saldo60 giorni dal deposito dei documentiArt. 20, comma 8
Risposta all'invito per il collegio tecnico20 giorniArt. 21, comma 2
Osservazioni dopo l'occupazione d'urgenza30 giorni dall'immissione in possessoArt. 22-bis, comma 1
Opposizione alla stima in Corte d'appello30 giorni dalla notifica del decreto o della stima (60 dall'estero)Art. 29 D.Lgs. 150/2011
Domande frequenti

Dubbi sull'indennità provvisoria

Quanto tempo ho per accettare l'indennità provvisoria?

30 giorni dalla notifica dell'indennità (art. 20, comma 5, D.P.R. 327/2001). Se l'esproprio è stato disposto con l'occupazione d'urgenza, i 30 giorni per presentare osservazioni partono dall'immissione in possesso.

Se non rispondo, accetto?

No. Il silenzio vale come non accettazione: l'ente deposita la somma senza le maggiorazioni previste per l'accordo e può emettere il decreto di esproprio.

Posso accettare e poi chiedere di più?

No. L'accettazione è irrevocabile. Se pensa che la cifra sia bassa, non accetti e valuti il collegio tecnico o l'opposizione alla stima.

Se non accetto, mi pagano qualcosa subito?

La somma offerta viene depositata e, se non ci sono diritti di terzi sul bene, può ritirarla in qualsiasi momento continuando a chiedere in giudizio la differenza (art. 26).

L'aumento del 10% spetta anche ai terreni agricoli?

Il 10% dell'art. 37 riguarda le aree edificabili. Gli aumenti previsti dall'art. 45 per i terreni non edificabili sono calcolati sul valore agricolo medio, criterio che la Corte costituzionale ha escluso nel 2011: secondo la Corte dei conti e la prassi prevalente oggi non si applicano.

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