Gli enti che espropriano in Trentino-Alto Adige
L'esproprio lo dispone l'ente che realizza l'opera (art. 6 del D.P.R. 327/2001), anche tramite un concessionario o un contraente generale a cui ha delegato i poteri. In Trentino-Alto Adige i casi più frequenti sono:
- Stato e grandi gestori: RFI per le ferrovie, ANAS per le strade statali, le concessionarie per le autostrade.
- Reti energetiche: Terna e i distributori per gli elettrodotti, Snam e le altre società per i metanodotti. Spesso non espropriano ma impongono una servitù.
- Regione e Province: strade regionali e provinciali, difesa del suolo, opere idrauliche.
- Comuni: strade, parcheggi, scuole, impianti sportivi e opere previste dal piano regolatore.
- Consorzi di bonifica e gestori del servizio idrico: canali, casse di espansione, acquedotti e fognature.
Legge applicabile. Le due Province autonome hanno leggi proprie: a Trento la L.P. 19 febbraio 1993, n. 6 (la Corte costituzionale, sentenza n. 187/2014, ha dichiarato illegittimo l'indennizzo delle aree non edificabili al valore agricolo medio); a Bolzano la L.P. 15 aprile 1991, n. 10 (ritenuta legittima dalla sentenza n. 90/2016). Per le opere dello Stato si applica il D.P.R. 327/2001.
Opere in corsoOpere in Trentino-Alto Adige che possono comportare espropri o servitù
Questo elenco non è completo: riporta solo opere in Trentino-Alto Adige verificate su fonti ufficiali o di stampa, aggiornate al 12 ottobre 2026. Le opere con nuova sede (nuovi binari, varianti, nuove strade, stazioni elettriche) di norma richiedono espropri, servitù o occupazioni temporanee; lo indichiamo espressamente solo quando la fonte ne parla.
- Accesso al Brennero, lotto Fortezza–Ponte Gardena. Nuova linea con le gallerie Scaleres e Gardena, attivazione prevista nel 2029. Comuni: Fortezza, Ponte Gardena. Fonte
- Circonvallazione ferroviaria di Trento. Circa 14 km da Roncafort ad Acquaviva, quasi tutti in galleria. Comuni: Trento. Fonte
- Variante di Riga. Nuova bretella tra la Verona–Brennero e la Fortezza–San Candido. Comuni: Bressanone, Naz-Sciaves. Fonte
La sua opera non è in elenco? Non significa che non ci siano espropri: ogni anno Comuni, Province, consorzi e gestori di reti avviano procedure più piccole che non finiscono sui giornali. Come scoprire se il suo terreno è coinvolto.
Giudice competenteDove si contesta l'indennità in Trentino-Alto Adige
Corte d'appello di Trento, con sezione distaccata di Bolzano per il circondario del Tribunale di Bolzano.
L'opposizione alla stima si presenta con ricorso alla Corte d'appello nel cui distretto si trova il bene, entro 30 giorni dalla notifica del decreto di esproprio o della stima successiva (60 giorni se chi ricorre vive all'estero), come prevede l'art. 29 del D.Lgs. 150/2011. Prima di arrivarci può chiedere la stima di un collegio di tre tecnici. Opposizione alla stima: come funziona.
Cosa controllareChe cosa guardiamo nella stima
Territorio quasi tutto montano; fondovalle con frutticoltura e viticoltura intensive, dove il terreno pianeggiante è scarso e di alto valore. Per questo, oltre al prezzo al metro quadro, controlliamo sempre:
- che l'indennità segua il valore di mercato e non tabelle superate, come il valore agricolo medio usato per il terreno (la Corte costituzionale lo ha escluso con la sentenza 181/2011);
- che siano pagati fabbricati, recinzioni, pozzi, impianti e colture presenti sul fondo;
- che sia indennizzata la perdita di valore della parte che le resta, se l'esproprio è parziale;
- che chi coltiva il fondo riceva l'indennità aggiuntiva, se ne ha diritto;
- le date di notifica e di immissione in possesso, da cui partono i termini.
I termini sono gli stessi in tutta Italia
30 giorni dalla notifica per accettare l'indennità provvisoria (art. 20), 20 giorni dall'invito per chiedere il collegio tecnico (art. 21), 30 giorni dalla notifica del decreto o della stima per l'opposizione in Corte d'appello. Il procedimento passo per passo.
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