Guida pratica · Artt. 20, 26 e 28 T.U. espropri

Indennità di esproprio depositata: come ottenere lo svincolo e farsi pagare

Se non ha accettato l'indennità, o non ha risposto in tempo, la somma non le è stata pagata ma depositata. Il deposito non è un pagamento: per avere il denaro bisogna chiedere lo svincolo. Qui le spieghiamo chi lo autorizza, quali documenti servono e che cosa di solito lo rallenta.

In 30 secondi

Quando il proprietario non accetta l'indennità, o non risponde nei termini, l'autorità espropriante ne ordina il deposito presso il servizio depositi definitivi del Ministero dell'Economia, gestito dalle Ragionerie Territoriali dello Stato (art. 20). Per ottenere il denaro bisogna presentare un'istanza di svincolo all'autorità espropriante, che verifica la proprietà e l'assenza di diritti di terzi e poi autorizza il pagamento (art. 28). Se l'importo è contestato davanti alla Corte d'appello, svincolo e contestazione vanno coordinati: conviene verificarlo prima di presentare l'istanza.

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La sua indennità è stata depositata?

Ci mandi l'ordinanza di deposito o il decreto. Le diciamo chi deve autorizzare lo svincolo, quali documenti servono nel suo caso e se conviene prima contestare l'importo.

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Procedura

Chi deve fare che cosa

  1. Il proprietario presenta l'istanza di svincolo all'autorità espropriante indicata nell'ordinanza di deposito: Comune, Regione, Ministero o il soggetto delegato.
  2. L'autorità verifica la proprietà e l'assenza di ipoteche, trascrizioni o altri diritti di terzi, anche con le visure dell'Agenzia delle Entrate.
  3. L'autorità emette il provvedimento di svincolo e lo trasmette alla Ragioneria Territoriale dello Stato.
  4. La Ragioneria paga l'avente diritto.

Documenti

I documenti che di solito vengono chiesti

  • documento d'identità e codice fiscale di ogni avente diritto;
  • il titolo di proprietà: atto notarile, dichiarazione di successione o sentenza definitiva;
  • la dichiarazione che il bene era libero da ipoteche e diritti di terzi e che il credito non è stato ceduto;
  • se gli aventi diritto sono più di uno, un'istanza firmata da tutti con le rispettive quote;
  • per le società, i dati di iscrizione alla Camera di commercio.

Ogni ente usa il suo modulo. Conviene chiederlo subito all'ufficio espropri indicato nell'ordinanza. Qui trova la lista dei documenti da preparare.

Ritardi

Che cosa rallenta lo svincolo

  • Ipoteche sul terreno. Serve il consenso del creditore, oppure la somma resta vincolata.
  • Successioni non aggiornate. Se il proprietario in catasto è deceduto, servono la successione e la firma di tutti gli eredi.
  • Quote non chiare tra comproprietari. L'ente paga solo quando le quote sono certe.
  • Opposizione alla stima in corso. L'importo definitivo dipende dall'esito del giudizio, e lo svincolo va valutato insieme a esso (opposizione alla stima).

Progetti

Progetti con indennità depositate

Il deposito delle indennità è frequente nelle grandi opere. Ne trova esempi nelle nostre schede del metanodotto Ravenna–Chieti, dell'Alta Velocità Brescia Est–Verona e dell'acquisizione sanante di Africo.

Domande frequenti

Dubbi sullo svincolo

Quanto tempo ci vuole?

Dipende dall'ente e da quanto è completa la documentazione. Una pratica senza ipoteche né successioni aperte è la più rapida.

Se chiedo lo svincolo, accetto l'indennità?

Dipende da come è formulata l'istanza e dalla fase in cui si trova la contestazione. Conviene verificarlo prima di firmarla.

Posso sapere se c'è un deposito a mio nome?

Sì. La Ragioneria Territoriale dello Stato può rilasciare un certificato sul deposito.

Ci pensate voi?

Possiamo preparare l'istanza e la documentazione e seguire la pratica con l'ufficio espropri.

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Ci racconti il suo caso e le rispondiamo per email. Come minimo saprà in che fase si trova la procedura e quale termine sta correndo.

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